Enac: il Piano nazionale degli aeroporti va rivisto

Nicola ZaccheoContinua la crescita del traffico aereo nel nostro Paese, con i passeggeri che sono aumentati del 5,8% rispetto al 2017, arrivando a un totale di 184 milioni e 811 mila persone transitate negli scali nazionali. L’aeroporto principale si conferma inoltre quello di Roma Fiumicino, che ha accolto quasi 43 milioni di pax, con una crescita del 5% e una quota del 23,2% del totale del traffico tricolore. Sono alcuni dei dati più significativi contenuti nel Rapporto e bilancio sociale Enac presentato ieri al Senato.
«Il sistema aeroportuale nazionale, così come in altri Paesi, è stato caratterizzato da una spiccata dinamicità, che lo ha reso uno dei settori a migliori performance, nonostante la crisi degli ultimi anni ha spiegato il presidente dell’ente, Nicola Zaccheo. Il suo intervento si è però concentrato soprattutto sulle previsioni di crescita del settore, che a livello europeo prevedono un’espansione del traffico di ben il 53% tra il 2017 e il 2040: «Poiché tale incremento di voli genererà circa 4 milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste di volo europee, si delineerà uno scenario di forte squilibrio tra la domanda di traffico e la capacità delle infrastrutture aeroportuali: senza un radicale cambio di passo nella programmazione della capacità aeroportuale continentale, da qui al 2040, circa 160 milioni di passeggeri rischieranno di non poter essere processati presso gli scali europei».
Ecco perciò la necessità di «una revisione dell’attuale Piano nazionale degli aeroporti (Pna), il quale, nonostante la sua recente adozione (2014) non è più adeguato ad affrontare le previsioni di crescita dei volumi del traffico aereo. Un rilevante contributo per il soddisfacimento della crescente domanda di trasporto aereo non può tra l’altro prescindere da un miglioramento e ottimizzazione della integrazione modale tra le varie componenti del trasporto (aria, ferro, gomma), nonché da un consolidamento delle reti aeroportuali».
Il direttore generale Alessio Quaranta ha invece sottolineato come, grazie anche al lavoro dell’Enac, il candidato unico europeo alla carica di presidente Icao per il triennio 2020-2022, la cui nomina è prevista a Montreal tra fine settembre e inizio ottobre, sarà l’italiano Salvatore Sciacchitano: «Una conferma del ruolo strategico svolto dall’Italia che auspichiamo possa portare il risultato sperato nelle prossime elezioni».
Il vicedirettore generale Alessandro Cardi si è infine concentrato sul tema della sicurezza, il cui livello nel trasporto aereo «è rimasto elevato», tanto che il «rateo di incidenti per milione di voli è sempre più contenuto, mentre quello globale del continente europeo si attesta a 0,83 nel 2018, con concrete possibilità di dimezzamento nei prossimi anni».