Federalberghi e Fiavet Campania: bene il codice identificativo contro l’abusivismo

«Il codice unico identificativo delle strutture ricettive inaugura finalmente un percorso all’insegna della legalità e della lotta all’abusivismo nel settore turistico»: così Federalberghi Campania e Fiavet Campania commentano la pubblicazione della legge regionale 16/2019 che, per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, introduce l’obbligo di utilizzare il codice per le attività di promozione, commercializzazione e comunicazione, oltre che per partecipare a fiere e ricevere contributi regionali.
«Ringraziamo l’assessore regionale al turismo, Corrado Matera, che ha sostenuto l’introduzione di uno strumento fondamentale per individuare quanti, esercitando l’attività ricettiva in modo abusivo, danneggiano gli operatori che lavorano con correttezza – osserva Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania – Ora bisogna creare le condizioni indispensabili per il miglioramento dell’offerta turistica». Secondo il leader degli albergatori regionali, «servono un’analisi della capacità ricettiva delle varie località turistiche regionali e provvedimenti rapidissimi: occorre definire le strategie di rilancio per le mete al momento meno gettonate e, viceversa, imporre un limite all’apertura di altre strutture ricettive in quelle mete, ormai sature, dove il territorio e i servizi non reggono più il peso dell’enorme numero di esercizi alberghieri ed extralberghieri e si assiste quotidianamente al dramma di famiglie costrette a emigrare pur di trovare un tetto sotto il quale vivere».
«Il codice unico identificativo delle strutture ricettive – aggiunge Ettore Cucari, presidente di Fiavet Campania – offre maggiori certezze ai tour operator, che finalmente dispongono di uno strumento per riconoscere i soggetti che esercitano abusivamente l’attività ricettiva, e garanzie più solide alla clientela, ora in grado di individuare e rivolgersi a soggetti affidabili». Da Cucari un ulteriore auspicio: «Ci auguriamo che uno strumento come il codice identificativo venga previsto anche per le agenzie di viaggio in modo tale da distinguere gli operatori che lavorano nel rispetto della legge da quelli che esercitano l’attività abusivamente».