flydubai, da ieri il Napoli-Dubai: l’Expo 2020 e molto nuovo business per il Sud

Da ieri Napoli è collegata a Dubai con il volo diretto di flydubai, la compagnia fondata dieci anni fa dal chiarman di Emirates Ahmed bin Saeed Al Maktoum: basato a Dubai nello stesso terminal di Emirates, il vettore in Italia già collega Catania, nel mondo oltre 90 mete, e sviluppa forti sinergie con il suo gruppo. «Voliamo dove loro non volano, alimentiamo l’hub di Dubai, e il 70% delle nostre mete non era ancora collegato al Golfo»: così Jeyhun Efendi, senior vp commercial operations, di fronte allo spettacolo di Napoli sul roof del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. A far gli onori di casa Roberto Barbieri, l’ad di l’ad di Gesac, società di gestione aeroportuale. «Questo su Dubai è il secondo intercontinentale per Napoli – ha detto – conferma il nostro salto di qualità. Chissà che non si aprano presto altre opportunità».
Con l’inaugurale è venuto a Napoli da Dubai Thierry Aucoc di Emirates, senior vp commercial operations Europa, Federazione Russa e America Latina, affiancato da Flavio Ghiringhelli, country manager Italia: tutti testimonial di un’operazione dichiaratamente winwin. Anche in vista di Expo 2020 a Dubai, con 20 milioni di visitatori previsti: le vendite di pacchetti con il volo flydubai, ha spiegato Efendi, inizieranno a fine estate. Per ora il Napoli-Dubai avrà fino a cinque frequenze settimanali, tariffe a/r in economy da 543 euro tasse incluse; in business da 2.692 euro.
«Pensiamo a Firenze, e anche al business travel»
Dedicata prima di tutto al leisure, flydubai parla anche alla grande comunità degli italiani che lavorano a Dubai con una business class di valore: «Non escludiamo alcuna opportunità – ha detto Jeyhun Efendi – cerchiamo mete di nicchia per il turismo mediorientale e per tutto il bacino collegato da Emirates». Efendi ha accennato a Firenze, ma su Pisa che può accogliere il B737-800 che flydubai utlizza in prevalenza.
Da Dubai sei porti italiani
Dunque ora il gruppo degli Emirati opera ora su sei scali italiani: Milano con il giornaliero su New York, Roma, Venezia e Bologna, e in codeshare con Flydubai ora Napoli e Catania. «Così l’Italia è il nostro terzo mercato dopo Gran Bretagna e Germania – ha detto Aucoc – mentre il codeshare con flydubai ci ha portato in 16 mesi oltre 4 milioni di passeggeri. Con loro apriamo a tutto il Sud dell’Italia altre 200 mete nel mondo» tra l’altro Tailandia, Australia, Giappone, Egitto, Cina e le Seychelles, richiestissime dal trade. Tutto via l’hub di Dubai, che con 87 milioni di passeggeri l’anno è il 3° più grande del mondo e il primo internazionale.
I passeggeri da Napoli trovano su flydubai il premiatissimo servizio di bordo di Emirates, con il touch-screen individuale per il ricco programma di intrattenimento: «flydubai però è un prodotto modulare – ci ha spiegato Flavio Ghiringhelli – con servizi on demand a pagamento. Ma per chi prosegue su Emirates il pasto è sempre incluso».
Collaborazione con il trade
Dialogo intenso con il trade italiano: «Catania è stata una sfida – ha spiegato Efendi – vinta con un’occupazione media intorno al 70% e picchi fino al 90%, anche grazie alle dmc siciliane. Piace ai viaggiatori orientali avidi di novità, e per i lussuosi matrimoni all’estero, soprattutto in India. Napoli è già famosa nel mondo anche grazie alla Costiera, sarà più facile venderla. Lavoriamo con le dmc del Sud che vogliono i nostri passeggeri, all’Arabian Travel Mart abbiamo incontrato molte agenzie decise a lavorare con gli operatori del Golfo. Lavoriamo con le compagnie di crociera italiane che hanno navi basate negli Emirati».