Incidente porto Venezia. Wwf: «Le grandissime navi attracchino a Trieste»

La Msc Opera ha urtato ieri in fase di attracco un battello fluviale al molo di San Basilio, provocando il ferimento di cinque turiste americane. L’incidente, dovuto a un’avaria ai motori della nave da crociera prontamente segnalata dal comandante, ha inevitabilmente riacceso le polemiche sull’opportunità di far transitare le grandi unità all’interno del bacino di San Marco.
«L’incidente di oggi al porto di Venezia dimostra che le grandi navi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo», ha dichiarato in particolare all’Ansa il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli.
Pronta la replica di Gian Marco Centinaio, che non ha certo contenuto i toni polemici nei confronti del collega di governo: «La questione Venezia va affrontata una volta per tutte e subito. E non bisogna aspettare un altro incidente per proporre nuove soluzioni a una vicenda ormai ingestibile. Siamo in piena stagione turistica. Il piano per tutelare la laguna, il turismo, i veneziani e i turisti già c’è e ha l’ok di tutti: dall’Autorità portuale, alla Regione Veneto, al Comune di Venezia, agli armatori delle compagnie di crociera. Il Mit lo ha bloccato? Ci dica perché e se ne prenda le responsabilità. Non si governa e non si risolvono i problemi con i no. Si lavora. Io mi assumo la mia responsabilità da ministro del Turismo, aspetto che lo faccia anche chi ha di competenza i trasporti e le infrastrutture».
La soluzione a cui fa riferimento Centinaio è quella che prevede il passaggio delle grand navi attraverso la bocca di Malamocco e il canale Vittorio Emanuele. Un piano elaborato da tempo, che ha già l’ok di Comune, Regione, compagnie crocieristiche e persino dell’Unesco, ma che fino a oggi non aveva ancora convinto lo stesso ministro Toninelli.
E che trova per di più l’opposizione di molti attivisti locali e delle organizzazioni ambientaliste. Il Wwf chiede in particolare in una nota ufficiale emesse subito dopo l’incidente «che le grandi navi vadano via da Venezia, che le piccole si fermino a Porto Marghera passando dalla bocca di porto di Malamocco e Vittorio Emanuele mentre le navi medio grandi dovranno approdare direttamente a Porto Marghera purché queste possano arrivarci senza interventi sul cosiddetto canale petroli che ne consente l’accesso, visto che se si intervenisse sul canale si rischierebbe di aumentare l’effetto acqua alta. Per quelle grandissime, invece, l’unica soluzione possibile è Trieste. Qualunque siano le scelte è ormai evidente che le grandi navi devono essere portate fuori laguna».
Infine non è mancata una frecciatina al vice premier e leader leghista Matteo Salvini: «I porti sono stati chiusi dal ministro dell’Interno ai naufraghi», ha infatti dichiarato a Repubblica l’ex Cinquestelle e capitano De Falco -. Ma non a navi da 300 metri e più che entrano nella cristalleria di Venezia».