Peggiorano i conti dei Grandi Viaggi ma c’è moderata fiducia per il resto dell’anno

I Grandi Viaggi chiudono il primo semestre del proprio anno fiscale (novembre 2018 – aprile 2019) con margini operativi lordi (ebitda) in calo ulteriore di 1,14 milioni, per un rosso complessivo di 3,16 milioni di euro. Il decremento si riferisce allo stesso periodo dell’anno precedente ed è stato principalmente dovuto, si legge in una nota del tour operator, ai maggiori costi per i voli charter destinati a Kenya e Zanzibar, a manutenzioni straordinarie dei villaggi di proprietà e ai costi sostenuti a fronte di incentivi all’esodo del personale.
Nel medesimo tempo i ricavi sono però cresciuti da 16,37 milioni a 20,36 milioni di euro: le vendite delle strutture di proprietà internazionali sono in particolare salite dell’8,2%, il commercializzato del 14,5%, mentre il settore tour operator ha visto addirittura più che raddoppiare il proprio giro d’affari, trainato soprattutto dalle destinazioni Indonesia, Malesia, Cina e India, che si sono aggiunte alle ormai consolidate Stati Uniti, Africa e Sud Africa.
Tali dati vanno letti alla luce del fatto che la parte preponderante dei ricavi del gruppo viene conseguita nel periodo estivo, durante l’apertura dei villaggi italiani di proprietà. A questo riguardo la nota segnala peraltro che i dati gestionali, rilevati nella seconda metà di giugno 2019, evidenziano un ritardo delle vendite sulle destinazioni italiane, dovuto principalmente alla situazione socio-economica del Paese, trattandosi di un prodotto destinato alle famiglie. Tenuto conto del minor fatturato che si prevede a oggi sulle destinazioni italiane, la società confida tuttavia di raggiungere un risultato finanziario in equilibrio a livello di gruppo.