Per le compagnie aeree si muove l’Europa. E per gli agenti e i to?

Non ho nulla da obiettare sulla notizia che abbiamo pubblicato oggi che riguarda del ministro De Micheli per formare una task force  europea con Spagna, Germania e Francia al fine di salvare le compagnie aeree. ben vengano azioni del genere se possono risollevarsi le sorti di un un parte, sebbene importante, della cosìdetta “filiera”. Ora però un ragionamento va fatto. Si spererebbe che il ministro de Micheli sappia che senza tour operator, senza agenzie di viaggio, i fatturati e i margini delle compagnie aeree non potrebbero decollare. Proprio perché tour operator e agenti di viaggio sono la radice di quella benedetta “filiera”. Senza di loro il “salvataggio” dei vettori non serve a niente.
Allora chiediamoci cosa sta facendo il ministro De Micheli, o il ministro Franceschini affinché il crollo esponenziale di operatori e agenzie di viaggio, e mettiamoci anche alberghi (anch’essi nella “filiera”) non diventi catastrofico? Rispondo io: poco e niente. Qualche elemosina, un paio di voucher, tasse spostate di due mesi. Cose del genere. Per il trasporto aereo si muove l’Europa, per to e agenti non si muove neanche il portinaio del Mibact. 
Perchè? Probabilmente perché i vettori sono sentiti più prestigiosi, perché impiegano più lavoratori, perché hanno contatti privilegiati con le istituzioni. Tutto questo è vero, ma diciamola tutta: un lavoratore di un vettore ha qualche status superiore ad un banconista? Non sono entrambi lavoratori? Non perdono entrambi il lavoro? Non si creerebbe un allarme sociale se operatori e agenzie non riuscissero a risalire la china con concreti aiuti dello Stato?
Se “filiera” deve essere, “filiera” sia. Se per i vettori si muovono i governi, allora questi signori che siedono sulle sedie che contano prendano in mano la questione e inizino a muoversi anche per gli altri settori della “filiera”, altrimenti, ripetiamo, le compagnie aeree si riprenderanno, ma voleranno sempre in perdita.
Giuseppe Aloe