Phuket: Minor International punta il dito contro il gigantismo di Marriott

Un’offerta troppo pervasiva che inevitabilmente finisce per entrare in competizione con se stessa e drenare risorse alle singole proprietà. E’ l’accusa che Minor International, proprietario del Jw Marriott Phuket Resort & Spa, ha recentemente mosso a Marriott International, rivolgendosi a un tribunale locale, che lo scorso 4 settembre ha dato il consenso a procedere.
A sostenere le motivazioni della compagnia thailandese, rivela il magazine Skift, un calo di ben il 20% dei profitti operativi lordi della strutture nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2018. Minor ha quindi chiesto al tribunale un risarcimento di circa 18,7 milioni di dollari. E sebbene la cifra sia tutto sommato contenuta, il caso potrebbe tuttavia convincere anche altri investitori, proprietari di hotel in destinazioni particolarmente affollate, a seguire le orme del gruppo orientale.
In effetti, le politiche di sviluppo e le recenti acquisizioni di Marriott hanno portato la compagnia con sede nel Maryland a gestire oggi nella sola Phuket ben 11 differenti strutture. C’è tuttavia da dire che la destinazione sta anche attraversando un momento non particolarmente felice, con gli arrivi all’aeroporto internazionale che sono calati del 5% tra gennaio e luglio 2019. Interpellata da Skift, Marriott ha inoltre sottolineato come nel contratto con il gruppo thailandese ci sarebbe stato il vincolo di sottoporre ogni eventuale controversia al vaglio del Singapore International Arbitration Centre, senza ricorrere alla giustizia ordinaria.
Oltre al Jw Marriott Phuket Resort & Spa da 249 camere e 12 suite, Minor International è anche proprietario del St. Regis Bangkok, nonché di un paio di Four Seasons sempre in Thailandia e di un Radisson Bly in Mozambico. Ma soprattutto il gruppo controlla la compagnia spagnola Nh Hotels e vanta un portfolio complessivo di 523 alberghi situati in 52 Paesi differenti nell’area Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa, Oceano Indiano, Europa, Sud e Nord America. La maggior parte di questi sono operati con i marchi Anantara, Avani, Oaks, Tivoli e Nh.