Savona, Berlangieri: «gli albergatori aspettano un segnale concreto dal governo»

Gli albergatori liguri aspettano una risposta dal governo, un segnale concreto. Ma finora il ricettivo della Liguria ha di fronte solo due certezze: la perdita di fatturato e l’assenza di stranieri per la prossima stagione unita all’incognita sugli italiani. L’emergenza legata al Covid-19 ha creato immediatamente numerose emergenze gestionali. Non solo, ma il decreto del governo ha portato con sè un grande caos. «Se il decreto avesse fatto riferimento alla legislazione regionale – commenta Angelo Berlangieri, presidente unione albergatori provincia di Savona – tutto sarebbe stato più chiaro. Invece si è creata molta confusione tra le strutture che dovevano chiudere e quelle che potevano restare aperte, tutto perché il decreto ha indicato i codici Ateco, ma quelli ministeriali non coincidono con quelli regionali». Per quanto concerne invece il problema economico la Liguria, come altre regioni d’Italia, dovrà fare i conti con una grande crisi. «Il movimento turistico sulla primavera è ormai azzerato, almeno fino a giugno – aggiunge Berlangieri – Abbiamo perso il 30% del fatturato. L’estate invece ha mille incognite, da una parte la mancanza di stranieri (che rappresentano il 35% del mercato) e dall’altra un mercato italiano molto sofferente, se si considera che la maggior parte della clientela proviene da Lombardia e Piemonte. Abbiamo paura che l’estate della nostra clientela italiana si tradurrà in qualche week end stringato». La proposta fatta al governo, che anche la provincia di Savona ha sottoscritto, è molto chiara. «Va benissimo aiutare i lavoratori – conclude Berlangieri – Per gli albergatori però occorre una iniezione di liquidità: da una parte è necessario sospendere i pagamenti fino a fine anno e dall’altra incidere su Imu e affitti. Aspettiamo ora di vedere cosa succede nella conversione in legge del decreto».